
25 agosto 2026
Chi deve scegliere l’agenzia a cui affidare la vendita di un immobile di pregio a Roma raramente decide sulla base di ciò che conta davvero. Nel primo colloquio pesano il tono, la sicurezza espositiva, la simpatia del referente: elementi che non dicono nulla sulla regolarità dell’attività né sulla capacità reale di condurre una trattativa complessa. I criteri che contano sono in parte documentali e verificabili, come un numero di iscrizione al Registro delle Imprese o una polizza assicurativa. In parte sono un metodo da valutare nel merito, come la prassi dichiarata sulla riservatezza. In nessun caso sono un’impressione maturata in una riunione. Ogni intermediario immobiliare in Italia è soggetto alla stessa normativa. Il lavoro vero, nella scelta, consiste prima nel verificare che quella normativa sia rispettata. Poi si tratta di valutare cosa l’agenzia offre in più: specializzazione di mercato, prassi di riservatezza, una storia di operazioni concluse che si possa davvero controllare.
Cosa distingue un’agenzia di lusso da uno studio generalista a Roma
Il regime giuridico è identico per entrambi: ogni intermediario abilitato alla mediazione immobiliare in Italia risponde alle stesse regole, che l’agenzia tratti un bilocale o un palazzo storico. Ciò che distingue una realtà specializzata nel segmento di pregio da uno studio generalista è l’ambito operativo, non lo status abilitativo. Un’agenzia che lavora esclusivamente nella fascia alta del mercato romano costruisce una competenza più mirata:
- sa quali zone OMI esprimono le quotazioni più alte;
- conosce gli acquirenti che effettivamente comprano a quel livello;
- ha familiarità con le pratiche specifiche degli immobili vincolati o di interesse storico.
Chiedere conto di questa specializzazione, nel primo colloquio, è legittimo. I controlli di conformità che seguono, invece, valgono con lo stesso rigore per qualunque dimensione di agenzia.
Quali documenti può chiedere di vedere a un’agenzia?
Quattro elementi, e ciascuno è verificabile: non deve fidarsi della parola dell’agenzia.
L’iscrizione al Registro delle Imprese
Esercitare la mediazione immobiliare in Italia richiede una SCIA (Segnalazione Certificata di Inizio Attività) presentata al Registro delle Imprese presso la Camera di Commercio. Il vecchio Ruolo degli agenti d’affari in mediazione è stato soppresso nel 2010: al suo posto sono arrivate l’iscrizione al Registro delle Imprese e al REA (Repertorio Economico Amministrativo), introdotte con i decreti del 26 ottobre 2011.
I requisiti professionali previsti dalla Legge 39/1989, invece, sono rimasti invariati, secondo quanto riportato dalla Camera di Commercio di Modena. Allo stato attuale della normativa, il titolare, ogni legale rappresentante e ogni preposto dell’agenzia devono rispettare tre requisiti: un diploma di scuola superiore, un corso di formazione specifico e un esame superato in Camera di Commercio sul ramo di mediazione esercitato.
La polizza assicurativa
L’articolo 3, comma 5-bis della Legge 39/1989 impone a ogni mediatore una copertura assicurativa per la responsabilità professionale a tutela dei clienti, estesa a chiunque nell’agenzia svolga attività di mediazione a qualsiasi titolo. Dal 1° gennaio 2018 l’esercizio dell’attività senza questa copertura comporta una sanzione amministrativa da 3.000 a 5.000 euro, introdotta dalla Legge di Bilancio 2018. Chieda di vedere il certificato: non è un’informazione riservata.
La tessera personale di riconoscimento
Chi esercita la mediazione in modo non occasionale ha diritto a una tessera rilasciata dalla Camera di Commercio, valida quattro anni, con la data di iscrizione e quella di scadenza. Se l’agenzia utilizza moduli standard per gli incarichi, questi devono riportare il numero REA e il codice fiscale dell’agenzia, e le copie devono essere depositate presso il Registro delle Imprese prima dell’uso.
Il conflitto di interessi
L’articolo 5, comma 3 della Legge 39/1989, nel testo aggiornato al 12 agosto 2022, rende la mediazione incompatibile con l’esercizio di un’attività che produce, vende, rappresenta o promuove beni nello stesso settore merceologico. La stessa norma la rende incompatibile con qualunque altra situazione di conflitto di interessi. Un’agenzia con una partecipazione non dichiarata in un’attività collegata dello stesso settore viola questa norma: chiedere conto di simili partecipazioni è quindi una domanda legittima da porre direttamente.

Quanto può durare un incarico in esclusiva?
La legge italiana non fissa una durata standard per l’incarico in esclusiva. La durata è un termine contrattuale negoziato, non un valore predefinito dalla norma: non esiste quindi un periodo fisso con cui confrontare la proposta di un’agenzia. Ciò che la legge disciplina è il modo in cui quel termine viene concordato. Una clausola di esclusiva, di irrevocabilità o di rinnovo tacito può essere valutata come vessatoria ai sensi dell’articolo 33 del Codice del Consumo. Questo vale quando l’agenzia la predispone unilateralmente e non la negozia individualmente con un venditore consumatore. In pratica, la durata dovrebbe essere il risultato di una discussione e di un adattamento al caso, non una clausola standard firmata perché già presente nella bozza. Se un’agenzia non è disposta a discutere affatto il termine, quel rifiuto merita attenzione di per sé, ed è un tema che rientra tra gli errori da evitare quando si vende un immobile di lusso a Roma.
Come funziona la provvigione secondo la legge italiana
La provvigione segue il risultato: ai sensi dell’articolo 1755 del Codice Civile, il mediatore ha diritto alla provvigione da ciascuna delle parti se l’affare è concluso per effetto del suo intervento. La legge non fissa né l’importo né l’aliquota, quindi qualunque cifra Le venga proposta è un termine commerciale da concordare, non un costo predeterminato. Ciò che vale la pena definire prima di firmare è in cosa consisterà concretamente l’intervento dell’agenzia, e se chi lo propone abbia un interesse concorrente nell’operazione ai sensi della regola di incompatibilità vista sopra.
Perché la riservatezza è un criterio di scelta
La riservatezza è un requisito operativo per un certo tipo di trattativa, non un aggettivo pubblicitario, ed è l’unico criterio di questa lista che non si può verificare su un registro pubblico. Un immobile di alto valore a Roma spesso deve restare fuori dai portali aperti:
- nessun indirizzo nell’annuncio;
- fotografie che evitano elementi identificativi;
- una lista di acquirenti qualificata prima di organizzare una visita.
Nulla di tutto questo si può controllare con un certificato, come invece si fa per un numero REA o una polizza assicurativa.
Quello che può fare è chiedere all’agenzia di descrivere il proprio processo concreto prima di firmare qualunque cosa:
- come viene tenuto un immobile fuori dai portali e dai motori di ricerca pubblici;
- come vengono prequalificati gli acquirenti;
- chi all’interno dell’agenzia ha accesso al fascicolo.
Un’agenzia che risponde con una procedura concreta Le sta dicendo qualcosa di diverso da una che risponde con la parola «riservato» e si ferma lì. Ponga questa domanda nella discussione sull’incarico insieme ai controlli documentali visti sopra, non come ripensamento a documenti già firmati.

Cosa dicono i dati sul mercato di pregio di Roma
Due fonti pubbliche danno al proprietario un riferimento di partenza, anche se nessuna delle due sostituisce una valutazione individuale.
Le quotazioni OMI
L’Osservatorio del Mercato Immobiliare (OMI) dell’Agenzia delle Entrate pubblica, due volte l’anno e per ogni zona OMI di un comune, un intervallo di quotazione minimo-massimo in euro al metro quadro, consultabile gratuitamente online. I valori attualmente in vigore riguardano il secondo semestre 2025 e sono stati aggiornati il 16 marzo 2026. La stessa Agenzia delle Entrate precisa che queste quotazioni non sostituiscono la valutazione del singolo immobile e forniscono solo indicazioni di massima: vanno quindi trattate come un intervallo indicativo, non come un prezzo.
Il segmento di pregio secondo Engel & Volkers
Per il segmento di pregio in particolare, un riferimento arriva dal Market Report Italia 2026 di Engel & Volkers, realizzato con il supporto scientifico di Nomisma e presentato l’8 aprile 2026. Il report colloca il centro storico di Roma tra 6.000 e 10.000 euro al metro quadro nel segmento di pregio, fino a 12.000 euro al metro quadro per lo stock nuovo o completamente ristrutturato. Tra il 2024 e il 2025 i prezzi di pregio sono cresciuti tra +1% e +3%. Un’agenzia che lavora ogni giorno nel segmento di pregio dovrebbe essere in grado di collocare il Suo immobile in questo intervallo e spiegarne il motivo, non limitarsi a indicare un numero senza contesto. Per capire più nel dettaglio come si arriva a quel numero, veda la guida su come si valuta un immobile di lusso a Roma.
Agenzia generalista o specialista di pregio: cosa verificare
La tabella che segue non è una pagella: raccoglie le domande da porre a entrambi i tipi di agenzia, con l’indicazione di dove uno specialista dovrebbe saper rispondere con maggiore precisione.
| Cosa verificare | Studio generalista | Specialista di pregio |
|---|---|---|
| Iscrizione e polizza assicurativa | Vale lo stesso minimo di legge | Vale lo stesso minimo di legge |
| Ambito di mercato | Chieda in quali fasce di prezzo e zone opera davvero l’agenzia | Si aspetti un segmento ristretto e zone OMI indicate per nome |
| Pool di acquirenti | Chieda come gli acquirenti arrivano all’annuncio | Si aspetti acquirenti prequalificati sulla fascia di prezzo pertinente |
| Riservatezza | Chieda cosa succede se l’immobile deve restare fuori dai portali | Si aspetti un processo descrivibile, non solo una rassicurazione |
| Dati di mercato | Chieda su quali fonti si basa il prezzo indicato | Si aspetti dati di zona OMI insieme a un’analisi del segmento di pregio |
Come lavora Trevi Elite per chi vende un immobile di pregio a Roma
Per un proprietario romano che sta valutando a chi affidare l’incarico, Trevi Elite mette sul tavolo un’offerta precisa:
- un controllo documentale su richiesta;
- una valutazione scritta fondata sui dati di zona OMI e sui riferimenti del segmento di pregio, non una singola cifra indicata a occhio;
- un processo di riservatezza costruito su acquirenti qualificati prima che l’immobile compaia in qualunque forma pubblica.
Dietro a questo ci sono, secondo i dati dell’agenzia stessa:
- la consulenza strategica indipendente offerta ai proprietari immobiliari dal 2006;
- oltre 200 clienti seguiti tra Stati Uniti, Unione Europea e CSI;
- più di 100 immobili trattati tra investimento e ospitalità;
- oltre 150 milioni di euro di valore immobiliare complessivamente realizzato.
L’agenzia è affiliata a FIMAA. Se sta confrontando le agenzie prima di concedere un incarico su un immobile romano, contatti Trevi Elite per quel controllo documentale e per la valutazione. Oppure legga come si sviluppa il percorso dal primo contatto alla chiusura sulla pagina dei servizi per chi vende. La guida su come vendere una casa di lusso a Roma approfondisce invece tempi, documentazione e riservatezza.
Questo articolo fornisce informazioni di carattere generale e non costituisce consulenza fiscale o legale. Requisiti normativi e dati di mercato possono cambiare nel tempo: verifichi le cifre attuali prima di considerarle definitive.
Fonti (le due Camere di Commercio pubblicano indicazioni di portata nazionale su questo regime, non regole locali): Camera di Commercio di Modena, Agenti d’affari in mediazione; Camera di Commercio di Bologna, Garanzia assicurativa obbligatoria; Normattiva, per la Legge 39/1989, la Legge di Bilancio 2018 (L. 205/2017, art. 1 comma 993), il D.Lgs. 59/2010, i decreti del 26 ottobre 2011 e l’articolo 33 del Codice del Consumo; Agenzia delle Entrate, Osservatorio del Mercato Immobiliare (16 marzo 2026); Engel & Volkers con Nomisma, Market Report Italia 2026, via RomaToday (8 aprile 2026).