Si è tenuto a Roma, presso l’hotel Villa Pamphili, il Real Estate & Hospitality Summit, il primo evento nel suo genere, organizzato da Il Sole 24 Ore, il principale quotidiano economico-finanziario italiano, insieme ai grandi gruppi di investimento Colliers Global Investors e Dils.
Sono intervenuti autorevoli relatori come Giuseppe Amitrano (Founder e CEO di Dils), Ofer Arbib (CEO di Colliers Global Investors) e altri.
Durante il summit sono stati analizzati i cambiamenti del settore negli ultimi anni. In un contesto di crescente volatilità macroeconomica e scenari geopolitici complessi, il settore alberghiero si conferma uno dei più attrattivi per gli investitori. Ha registrato le migliori performance degli ultimi sei anni, con un incremento del 30% rispetto al 2024. Rappresenta il secondo asset class per volume sul mercato, con investimenti annuali pari a quasi 2,4 miliardi di euro.
L’interesse è cresciuto in modo particolare verso il Sud Europa — Portogallo, Spagna, Grecia e, naturalmente, Italia. Roma guida la classifica degli investimenti con oltre 650 milioni di euro nel 2025, seguita da Milano, Firenze e Venezia, ma anche le località secondarie (località balneari e sciistiche, piccoli borghi storici in tutta Italia) stanno guadagnando rapidamente terreno.
L’interesse degli investitori, nazionali e internazionali, si è concentrato sugli asset di lusso che necessitano di riconversione. Se in passato predominavano gli investimenti core, ossia a basso rischio e in grado di generare reddito stabile da locazione, oggi gli investitori preferiscono operazioni value-add con orizzonte temporale medio-lungo. I più richiesti sono i cosiddetti trophy assets: strutture obsolete o immobili in posizioni eccellenti che necessitano di ristrutturazione e riconversione nel segmento del lusso.
In Italia stanno emergendo uno dopo l’altro nuovi asset class: Luxury Living, Branded Hotels Apartments, Longevity Living.
Le difficoltà che gli investitori incontrano in Italia sono il quadro normativo obsoleto, le difficoltà nel cambiare la destinazione d’uso degli edifici e le lunghe procedure burocratiche; ottenere permessi e licenze può talvolta richiedere anni. Tuttavia, è attualmente in corso un’attività di semplificazione di queste procedure e di revisione delle normative obsolete.



