Il quadro normativo del 2026: cosa è cambiato e cosa resta in sospeso
Dal gennaio 2026 il mercato immobiliare italiano si confronta con un insieme di norme in evoluzione che riguardano direttamente chi acquista dall’estero. Tra il recepimento della Direttiva Europea sull’efficienza energetica degli edifici, la discussione attorno alla sanatoria edilizia e l’avanzamento del nuovo Codice delle Costruzioni, gli acquirenti internazionali si trovano a dover orientarsi in un panorama normativo più articolato rispetto agli anni precedenti. Chi compra oggi senza conoscere questi elementi rischia di trovarsi con un immobile difficile da rivendere, da affittare o da ristrutturare.
La Direttiva Case Green: scadenze reali e obblighi concreti
Il 2026 è l’anno di recepimento formale della Direttiva europea sull’efficienza energetica degli edifici (EPBD), ma questo non significa che i proprietari debbano ristrutturare immediatamente. Le scadenze operative sono successive: entro il 2030, il 15% degli edifici residenziali meno efficienti dovrà raggiungere almeno la classe energetica E, e la classe D entro il 2033, secondo quanto riportato da Idealista nella sua analisi sulle opportunità legate alla nuova direttiva energetica UE. Per chi acquista oggi un immobile in classe F o G, questa informazione ha implicazioni dirette sul valore futuro del bene e sui costi di manutenzione straordinaria da mettere in preventivo.
Conformità urbanistica e sanatoria edilizia: il rischio nascosto
Uno dei punti più critici per gli acquirenti stranieri riguarda la conformità urbanistica e catastale dell’immobile. In Italia, il notaio verifica che l’atto di compravendita sia regolare, ma non garantisce automaticamente che ogni lavoro eseguito sull’immobile sia stato dichiarato e autorizzato. Esistono casi frequenti di difformità lievi — una finestra spostata, una parete modificata — che tecnicamente rappresentano abusi edilizi. Il Consiglio Nazionale degli Ingegneri, commentando il nuovo Codice delle Costruzioni in discussione nel 2026, ha avvertito esplicitamente che il tema dello stato legittimo degli immobili resta una delle principali criticità del sistema. Una proposta di sanatoria edilizia è attualmente in discussione a livello parlamentare: se approvata, potrebbe regolarizzare molte di queste situazioni, rendendo più sicuro l’acquisto di immobili con difformità storiche minori.
Per chi valuta immobili a Roma, è utile consultare la nostra guida ai migliori quartieri di Roma dove investire nel 2026, che include anche una valutazione dello stock edilizio disponibile per zona e delle tipologie più frequentemente interessate da queste problematiche.
Permessi edilizi e interventi di ristrutturazione
Per chi intende acquistare per ristrutturare, il quadro normativo prevede diverse categorie di intervento, ciascuna con la propria autorizzazione. La manutenzione ordinaria non richiede permessi. Gli interventi straordinari — demolizione di tramezzi, cambio di destinazione d’uso, modifiche alle facciate — richiedono la SCIA (Segnalazione Certificata di Inizio Attività) oppure il Permesso di Costruire, a seconda dell’entità dei lavori. La riforma edilizia avviata nel 2025 punta a ridurre le differenze interpretative tra regioni, che oggi producono incertezza e ritardi nelle compravendite. Fino a quando questa uniformazione non sarà completata, è indispensabile affidarsi a un tecnico abilitato locale che conosca le specificità del comune dove si trova l’immobile.
Per un quadro aggiornato sulle norme già in vigore relative agli interventi minori, si veda anche il nostro approfondimento sulle nuove normative edilizie per difformità minori e migliorie degli immobili.
Struttura dell’acquisto: individuale o societaria
Una variabile spesso sottovalutata riguarda la struttura giuridica con cui si acquista. Acquistare come persona fisica o attraverso una società italiana o estera produce effetti diversi in termini di tassazione annua, regime delle plusvalenze e possibilità di detrarre i costi di ristrutturazione. Chi prevede di destinare l’immobile a locazione breve o di effettuare investimenti multipli dovrebbe valutare con attenzione questa scelta prima del rogito. Il nostro confronto tra acquisto come privato o come società nel mercato immobiliare italiano offre un’analisi pratica delle due opzioni principali.
Cosa fare prima di firmare
- Verificare la conformità urbanistica e catastale dell’immobile tramite un geometra o architetto locale, indipendentemente da quanto dichiarato dal venditore.
- Richiedere la visura catastale aggiornata e controllare che la planimetria depositata corrisponda allo stato reale dei luoghi.
- Ottenere l’APE (Attestato di Prestazione Energetica) in corso di validità e valutare i costi di adeguamento alla classe energetica richiesta entro il 2030.
- Nominare un notaio di fiducia — o un avvocato specializzato in diritto immobiliare — che possa assistere l’acquirente straniero in ogni fase, con traduzione certificata se necessario.
Affidarsi a chi conosce il mercato
Il mercato immobiliare italiano offre opportunità difficilmente replicabili altrove — per qualità degli immobili, storia, posizione e potenziale di valorizzazione. Ma è un mercato che premia chi arriva preparato e penalizza chi sottovaluta la complessità normativa.
Per un acquirente internazionale, la differenza tra un’operazione riuscita e una complicata non dipende quasi mai dal prezzo o dall’immobile in sé. Dipende dalle persone con cui si sceglie di lavorare: un notaio competente, un tecnico abilitato locale, e un’agenzia che conosce il territorio e sa anticipare i problemi prima che diventino tali.
Il 2026 introduce elementi nuovi, ma non cambia la sostanza: acquistare bene in Italia richiede preparazione, interlocutori giusti e il tempo necessario per fare le cose con ordine.




