Il processo di acquisto a Roma: cosa aspettarsi davvero
Acquistare casa a Roma non è complicato, ma è diverso da quello a cui la maggior parte degli acquirenti internazionali è abituata. Il sistema italiano prevede passaggi obbligatori, figure professionali specifiche e tempistiche che dipendono da variabili concrete: la presenza di un mutuo, lo stato catastale dell’immobile, la disponibilità del notaio. Conoscere la sequenza esatta prima di fare un’offerta è la differenza tra un acquisto fluido e uno stressante.
In media, dall’offerta accettata alla firma del rogito passano dai 3 ai 6 mesi. Per immobili privi di criticità documentali e senza finanziamento bancario, il processo può concludersi in 8-10 settimane. Nei quartieri centrali — come Parioli o il Centro Storico — la complessità degli edifici storici e la frammentazione catastale allungano spesso i tempi di due diligence.

Fase 1 — Proposta d’acquisto (Offerta)
Il primo atto formale è la proposta d’acquisto, un documento scritto con cui l’acquirente manifesta la propria intenzione di comprare a un prezzo determinato, entro un termine di validità — solitamente 7-15 giorni. Non è ancora un contratto vincolante per il venditore, ma lo diventa per l’acquirente nel momento in cui viene accettata.
A questa fase si accompagna un assegno di caparra, tipicamente pari all’1-3% del prezzo offerto. L’importo viene trattenuto dall’agenzia immobiliare in deposito fiduciario fino all’accettazione. Se il venditore rifiuta, l’assegno viene restituito integralmente. Se accetta e in seguito si ritira, l’acquirente ha diritto al doppio della caparra versata.
Un aspetto che molti acquirenti stranieri sottovalutano: prima di firmare la proposta è opportuno verificare, anche informalmente, che l’immobile non abbia ipoteche iscritte, abusi edilizi non sanati o difformità catastali. Per sapere cosa controllare in questa fase, il Consiglio Nazionale del Notariato descrive il meccanismo di deposito del prezzo, strumento di tutela sempre più diffuso.
Fase 2 — Il compromesso (Contratto preliminare)
Una volta accettata la proposta, si procede al contratto preliminare di compravendita, detto anche compromesso. È il cuore legale dell’operazione: entrambe le parti si obbligano a concludere la vendita alle condizioni stabilite. Il compromesso definisce prezzo, modalità di pagamento, data del rogito e condizioni sospensive — come l’ottenimento del mutuo o la conformità urbanistica.
In questa fase viene versata la caparra confirmatoria, che in mercato di lusso a Roma si attesta generalmente tra il 10% e il 20% del prezzo totale. Per un appartamento da 1.500.000 euro in zona Parioli, significa versare tra 150.000 e 300.000 euro al momento del compromesso — una cifra che rende evidente quanto sia critica la due diligence preliminare.
Il compromesso può essere registrato o, in alternativa, trascritto presso i Registri Immobiliari. La trascrizione — più costosa ma più sicura — protegge l’acquirente in caso di fallimento del venditore o di vendita dello stesso immobile a terzi. Per operazioni superiori ai 500.000 euro, è quasi sempre consigliata.
Fase 3 — La due diligence e il ruolo del notaio
Tra il compromesso e il rogito si concentra il lavoro più tecnico. Il notaio — figura pubblica nominata dallo Stato e scelta dall’acquirente — esegue le verifiche documentali sull’immobile: titolo di provenienza, eventuali ipoteche, conformità urbanistica e catastale, certificazioni energetiche, agibilità.
Per gli immobili storici di pregio, questa fase richiede un’attenzione particolare. Gli edifici dei quartieri centrali di Roma presentano spesso sovrapposizioni di frazionamenti, fusioni e variazioni storiche che devono essere ricostruite e documentate. Non è raro che emergano difformità minori che richiedono una sanatoria prima del rogito.
Se stai valutando un acquisto in zone come Parioli, dove gli immobili sono spesso inseriti in palazzi d’epoca con condomini complessi, ti consigliamo di leggere la nostra guida al quartiere Parioli per comprendere le specificità del mercato locale prima di procedere.
In questa finestra rientra anche l’eventuale istruttoria bancaria per il mutuo. Le banche italiane impiegano mediamente 4-8 settimane per approvare un finanziamento a un acquirente straniero non residente — un fattore che può allungare significativamente i tempi complessivi.
Fase 4 — Il rogito notarile
Il rogito è l’atto pubblico con cui si trasferisce formalmente la proprietà. Viene firmato di persona davanti al notaio, alla presenza di venditore e acquirente — o dei rispettivi delegati con procura notarile, soluzione frequente per gli acquirenti internazionali che non possono essere presenti fisicamente a Roma.
In sede di rogito avviene il pagamento del saldo del prezzo, delle imposte e delle spese notarili. Le imposte variano a seconda della natura dell’immobile e della residenza fiscale dell’acquirente:
- Imposta di registro: 2% del valore catastale per prima casa, 9% per seconda casa (su acquisto da privato).
- IVA: 4% prima casa, 10% seconda casa, 22% per immobili di lusso (su acquisto da costruttore).
- Imposte ipotecaria e catastale: 50 euro ciascuna in caso di prima casa, variabili in caso contrario.
- Onorario notarile: mediamente tra lo 0,5% e il 2% del valore, a seconda della complessità dell’atto.
Il notaio legge l’atto ad alta voce — integralmente, in italiano. Se l’acquirente non comprende la lingua, è obbligatoria la presenza di un interprete. Alcuni notai romani con esperienza in operazioni internazionali forniscono anche una traduzione simultanea delle parti essenziali.
Fase 5 — Dopo il rogito: registrazione e consegna
La firma del rogito non conclude immediatamente l’iter burocratico. Il notaio ha l’obbligo di trascrivere l’atto nei Registri Immobiliari e di registrarlo presso l’Agenzia delle Entrate entro 30 giorni. Solo dopo la trascrizione l’acquirente risulta formalmente proprietario davanti a terzi.
Le chiavi vengono generalmente consegnate il giorno stesso del rogito, salvo diverso accordo tra le parti. In alcuni casi — soprattutto quando il venditore ha necessità di tempo per liberare l’immobile — si stabilisce un termine di consegna posticipato, che deve essere esplicitamente negoziato nel compromesso.
Costi totali da mettere in bilancio
Un acquirente internazionale che compra un appartamento a Roma deve calcolare, oltre al prezzo di acquisto, un insieme di costi accessori che nella fascia di lusso incidono in modo rilevante. La commissione dell’agenzia immobiliare è generalmente tra il 3% e il 4% del prezzo, più IVA, e viene corrisposta sia da acquirente che da venditore. Le spese notarili e le imposte di registro aggiungono mediamente un ulteriore 3-5% per gli acquirenti non residenti che acquistano una seconda casa.
Per orientarsi tra i quartieri dove il rapporto tra prezzo e potenziale di apprezzamento è più solido, la nostra analisi sui migliori quartieri di Roma dove comprare casa nel 2026 offre un quadro aggiornato dei valori di mercato e delle dinamiche di investimento zona per zona.
Il takeaway pratico
La regola più importante per chi compra casa a Roma come straniero è questa: non firmare nulla prima che un professionista indipendente — avvocato o notaio di fiducia — abbia esaminato l’immobile e la documentazione. L’agente immobiliare lavora nell’interesse della transazione, non esclusivamente nell’interesse dell’acquirente. Avere un consulente dedicato, separato dall’agenzia, è l’investimento più redditizio che si possa fare prima ancora di trovare la casa giusta.
Se stai valutando anche la struttura ottimale per l’acquisto — persona fisica, società italiana o holding estera — ti consigliamo di consultare la nostra guida sull’investimento immobiliare in Italia tra persona fisica e società, che analizza le implicazioni fiscali di ciascuna opzione nel contesto romano.





