
Agenzia immobiliare di lusso a Roma: come scegliere chi vende il Suo immobile
Come verificare iscrizione, polizza e conflitto di interessi prima di affidare la vendita del Suo immobile di lusso a Roma. La guida di Trevi Elite.
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Guida pratica per acquistare un hotel in Italia: fasi della procedura, due diligence, imposte sui fabbricati strumentali e licenze da verificare.
28 agosto 2026
Questa guida è per chi sta valutando l’acquisto di un albergo in Italia. Può trattarsi di una struttura già operativa, di un immobile da rinnovare, oppure di un edificio da destinare per la prima volta all’attività ricettiva.
La procedura segue una logica diversa da quella di un immobile residenziale, per tre motivi principali:
Nelle prossime sezioni troverà le fasi della procedura, dalla selezione dell’hotel al rogito, e le tre modalità di acquisto: immobile, azienda o società. Seguono le imposte più comuni e le licenze da controllare prima di firmare. Conoscere questi passaggi in anticipo aiuta a valutare un’offerta e a individuare per tempo le criticità che emergono in due diligence.
La procedura si sviluppa in fasi precise, dalla selezione dell’hotel alla firma del rogito, con una lettera di intenti e un’offerta irrevocabile che precedono il preliminare.
La formula di acquisto cambia il quadro fiscale: comprare l’immobile, l’azienda alberghiera o la società che la possiede sono operazioni diverse, con regimi fiscali distinti.
Le imposte dipendono dalla categoria catastale dell’edificio e dal regime IVA del venditore, non da un’aliquota unica.
Le licenze, in particolare la SCIA che autorizza l’attività ricettiva, vanno verificate caso per caso: non si trasferiscono automaticamente con l’immobile.
La redditività si legge attraverso occupazione, tariffa media giornaliera (ADR) e ricavo per camera disponibile (RevPAR), non solo attraverso il prezzo al metro quadro.
Prima di avviare una ricerca, è utile definire alcuni criteri:
L’hotel individuato può presentarsi in condizioni diverse:
Definiti questi criteri, la ricerca viene affidata a un professionista del settore, con un incarico nominativo alla società dell’acquirente. Le opzioni individuate, comprese quelle non pubblicate sul mercato (off market), vengono presentate con le caratteristiche generali dell’immobile e il prezzo richiesto. Per ricevere i dettagli riservati, che includono nome, indirizzo, planimetrie e principali indicatori finanziari dell’hotel, è necessario firmare un accordo di riservatezza (NDA).
Le fasi che seguono descrivono il percorso di acquisto dell’immobile. Le differenze fra immobile, azienda e società sono trattate nella sezione successiva.
Quando un’opzione è di interesse, si redige una lettera di intenti (LOI) intestata al proprietario dell’hotel. Un deposito cauzionale viene versato su un conto vincolato presso un notaio, a conferma della serietà della trattativa.
L’immobile viene ritirato dal mercato e l’acquirente ottiene accesso alla data room, cioè alla documentazione riservata dell’hotel:
A questo punto l’acquirente avvia la due diligence tecnica e coinvolge i propri professionisti: revisori, ingegneri, tecnici e notaio. L’esame dura in genere da un mese a un mese e mezzo, a carico dell’acquirente, e si conclude con un rapporto sullo stato reale del bene.
Se l’esito è positivo, si redige un’offerta irrevocabile per l’acquisto dell’immobile. Il documento indica:
Alla firma viene versata una caparra, pari a circa il 10% del prezzo offerto: se il venditore accetta, la caparra diventa caparra confirmatoria. In caso di inadempienza dell’acquirente, la caparra non viene restituita; in caso di inadempienza del venditore, questi è tenuto a restituirne il doppio. Eventuali irregolarità catastali, edilizie o fiscali emerse durante la due diligence devono essere sanate dal venditore, a proprie spese, prima della conclusione della trattativa.
Segue il contratto preliminare, redatto da un notaio e soggetto a registrazione obbligatoria presso l’Agenzia delle Entrate. Prima della firma, se l’acquisto avviene tramite una società di nuova costituzione, questa deve dotarsi di codice fiscale e di un conto corrente dedicato. Alla firma del preliminare il totale versato raggiunge il 20-25% del prezzo concordato, caparra inclusa.
La fase finale è il rogito, firmato dalle parti davanti a un notaio, che lo registra presso le autorità competenti. L’originale resta in archivio presso il notaio; le copie autenticate, consegnate a venditore e acquirente, costituiscono il titolo di proprietà. Se l’acquisto è finanziato con un mutuo, alla firma è presente anche un rappresentante della banca. Dopo il rogito si avvia il trasferimento di licenze, permessi e contratti al nuovo proprietario.

Esistono tre modalità per acquisire un albergo, ciascuna con conseguenze fiscali diverse.
Nella cessione d’azienda, l’avviamento è il valore commerciale che l’attività ha maturato nel tempo grazie a clientela, reputazione e organizzazione. L’operazione è fuori campo IVA e viene tassata con l’imposta di registro in misura proporzionale, applicata alle diverse categorie di beni indicate nell’atto, incluso l’avviamento stesso.
Nell’acquisto della società, invece, la due diligence si allarga a tutti gli aspetti societari e non al solo immobile, proprio perché l’acquirente subentra negli impegni pregressi.
La scelta tra queste tre strade, e tra acquisto come persona fisica o tramite società, va valutata singolarmente: ne parliamo anche nel nostro approfondimento su acquisto di immobili commerciali come persona fisica o tramite società.
Le imposte dovute dipendono dalla categoria catastale dell’immobile e dal regime IVA del venditore, non da un’aliquota unica. Un albergo classificato in categoria catastale D/2 è un fabbricato strumentale per natura: un immobile destinato in modo permanente a un’attività d’impresa. La vendita segue quindi il regime fiscale degli immobili strumentali, non quello residenziale.
Di norma, la vendita è esente da IVA (articolo 10, numero 8-ter, del D.P.R. 633/1972). L’IVA si applica in due casi, con aliquota al 10% o al 22% a seconda del trattamento fiscale della singola operazione, che approfondiamo nel nostro articolo sull’acquisto di immobili commerciali. Il primo è quando il venditore è l’impresa che ha costruito o ristrutturato l’immobile e vende entro cinque anni dal completamento dei lavori. Il secondo è quando il venditore sceglie volontariamente di applicare l’IVA nell’atto.
| Voce | Venditore con partita IVA | Venditore privato senza partita IVA |
| Imposta di registro | 200 euro (fissa) | 9% del prezzo |
| Imposta ipotecaria | 3% del prezzo | 50 euro (fissa) |
| Imposta catastale | 1% del prezzo | 50 euro (fissa) |
Nel caso del venditore con partita IVA, imposta ipotecaria e catastale sommate sono pari al 4% del prezzo indicato nell’atto, a cui si aggiungono i 200 euro fissi di imposta di registro, indipendentemente dall’applicazione dell’IVA.
Queste informazioni hanno carattere generale e non costituiscono consulenza fiscale o legale: aliquote e norme possono cambiare, e vanno verificate al momento dell’operazione.
La SCIA, la segnalazione certificata di inizio attività che autorizza l’esercizio alberghiero, si trasferisce insieme all’azienda quando cambia il gestore. Non segue però automaticamente l’immobile: va verificata caso per caso, non data per scontata.
Alcuni edifici sono soggetti a un vincolo di destinazione d’uso alberghiera, che si applica agli immobili già adibiti in passato ad attività alberghiera. La destinazione d’uso è la funzione urbanistica autorizzata per l’immobile, per esempio residenziale, commerciale o ricettiva. La classificazione in stelle è stabilita a livello regionale, quindi i requisiti cambiano da regione a regione.
La conformità antincendio segue il D.P.R. 151/2011, che regola le strutture ricettive e prevede un rinnovo periodico dell’attestazione. I tempi esatti del rinnovo vanno verificati per il singolo immobile. L’agibilità, cioè l’idoneità dell’edificio all’uso previsto sotto il profilo igienico, di sicurezza e impiantistico, è un accertamento distinto, che rientra nello stesso blocco di verifiche tecniche.

Tre indicatori guidano la valutazione di un albergo in funzionamento.
L’Italia ha chiuso il 2025 con un RevPAR nazionale di 159 euro. Roma ha raggiunto un RevPAR di 183 euro, con un’occupazione al 74% e un ADR di 247 euro. Milano si è fermata a un RevPAR di 160 euro, con un ADR di 216 euro. I dati sono di Cushman & Wakefield, Market Beat Italy FY 2025.
Gli alberghi acquistati come azienda in funzionamento si valutano sul reddito e sull’EBITDA, incrociati con il ricavo per camera disponibile, non solo sul confronto con immobili simili.
Secondo Cushman & Wakefield, gli investimenti nel settore alberghiero italiano hanno raggiunto 2,5 miliardi di euro nel 2025, in crescita del 29% rispetto al 2024. Le transazioni sono state 110, il numero più alto dal 2007.
Nel 2025, secondo la stessa fonte:
Per un quadro più ampio sul settore, può consultare anche il nostro approfondimento sul Real Estate Hospitality Summit e sulle tendenze di riposizionamento nell’ospitalità wellness.
Trevi Elite segue l’operazione dalla ricerca alla firma del rogito:
Può consultare gli alberghi attualmente in vendita per farsi una prima idea delle opportunità disponibili. Per esaminare un’opportunità specifica o avviare una ricerca mirata, contatti un advisor Trevi Elite per una valutazione riservata.